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Negli ultimi anni le imprese hanno dovute fare i conti con richieste di produzione snella, mercati turbolenti e aggressivi, rapide innovazioni tecnologiche, nuovi modelli di governance. Tutto ciò ha determinato profondi cambiamenti nel dominio della progettazione, per la quale approcci e metodi tradizionali sono spesso inadeguati. Per aiutare le aziende e i progettisti a gestire progetti sempre più complessi sono state introdotte tecniche evolute di Project Management: Agile e Scrum. Cerchiamo di capirne di più in questo articolo.

di Alessandro Cappellozza*

Immagino vi siate trovati, o abbiate sentito parlare, di progetti che non finiscono mai o che disattendono le aspettative del cliente. In un mondo così dinamico e contemporaneamente anche così distratto, è facile caricare di aspettative un requisito o addirittura tutto il progetto, specialmente in campo informatico: il movimento agile cerca di rovesciare questo trend. Dall’ultima rivoluzione industriale ci si è cullati nell’illusione che pianificando a step il lavoro nel suo insieme e avendo un set di specifiche preciso, si possa stilare un bel diagramma di Gantt e rispettarlo: sapete bene che nell’informatica, ormai padrona di ogni aspetto, in un mondo in evoluzione vorticosa, il classico metodo a cascata semplicemente non funziona; tempi troppo lunghi, ora che si finisce il prodotto o una fase, è già vecchio o il cliente ha cambiato le specifiche. Ancora peggio l’informatica è piuttosto impalpabile e molto soggettiva, le aspettative di ognuno variano molto e spesso anche una buona specifica non basta.

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