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La digitalizzazione sostiene i più diversi settori economici e industriali. E per l’architettura e l’ingegneria delle costruzioni non fa eccezioni. Si sta infatti diffondendo nel settore edile e nella progettazione delle infrastrutture il cosiddetto il BIM (Building Information Modeling), un rivoluzionario strumento di razionalizzazione della progettazione.

È riduttivo chiamarlo software, poiché il modello BIM è un metodo per ottimizzare la pianificazione, la realizzazione e la gestione di costruzioni tramite condivisione delle informazioni. Con la progettazione CAD, ad esempio, è possibile effettuare il rendering attraverso disegni in 2D o in 3D di un progetto. Viceversa con il metodo BIM è possibile inserire tutte le informazioni utili per la sua costruzione, introducendo le specifiche sulle funzionalità e le prestazioni di ogni oggetto presente nel progetto. In sostanza i software CAD sono dei programmi prettamente grafici, di conseguenza il disegno realizzato non è integrabile con la vasta gamma di informazioni che contraddistinguono invece un progetto BIM.

Al di là di questo, anche limitatamente al solo aspetto grafico la tecnologia BIM è ampiamente preferibile, in quanto rende le lavorazioni molto più agevoli, rapide e precise.

Attraverso una piattaforma condivisa di informazioni architettoniche, strutturali, impiantistiche, energetiche e gestionali, tutti gli operatori coinvolti in tutta la filiera di costruzione lavorano sempre in contatto tra loro condividendo i dati. Nel modello BIM si possono inserire informazioni, disegni, schede tecniche, specifiche di impianto ed energetiche. Ma partiamo dalla definizione. Il termine BIM, acronimo di Building Information Modeling, ha avuto ampia diffusione a partire dal 2000 benché esso, nella forma del Building Product Models, fosse noto già dagli anni ’70 grazie al lavoro di Charles Eastman che lo definiva come “una rappresentazione digitale del processo costruttivo che facilita lo scambio e l’interoperabilità delle informazioni in formato digitale”. In tale definizione sono contenuti i fondamenti del BIM che possiamo individuare nell’interoperabilità dei dati e nel concetto di “formato digitale”, ossia nella possibilità di gestire l’intero ciclo di vita di un edificio attraverso un modello virtuale.

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Giovanni Marino

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