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Pur rivestendo un ruolo fondamentale nelle strategie di crescita, l’Oil&Gas sta attraversando un calo di fiducia. Investitori, consumatori, istituzioni e Stati devono focalizzarsi maggiormente sugli obiettivi a medio-lungo termine, avendo come punti fermi la sostenibilità e il ruolo del settore nella transizione energetica.

Giuliano Monizza

Gli obiettivi della Comunità Europea al 2030 prevedono -40% CO2, +27% energie rinnovabili , +30 % efficienza energetica. Si tratta di numeri molto impegnativi per gli investimenti nel settore Oil & Gas. A complicare il quadro si sono aggiunte le conseguenze macroeconomiche dovute al Covid-19. Il risultato è che il settore Oil&Gas si trova nella tempesta perfetta. Il crollo dei consumi, ipotizzato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia fin dall’inizio di Marzo 2020 è stato stimato in circa 730 /740 mila barili al giorno. Nel mese di maggio il prezzo al barile ha oscillato fra 14 e 25 dollari al barile, in ogni caso lontano dal valore economico di “break even” necessario a molti Paesi produttori per operare con bilanci adeguati e cosi coprire le esigenze di budget /Paese.

  • Arabia Saudita 83,6 USD
  • Emirati Arabi Uniti 70 USD
  • Iraq 60,3 USD
  • Russia 42,4
  • Kuwait 54,7
  • USA Delaware basin 44,3 USD
  • USA Midland basin 44 USD

Tab.1. Prezzo del petrolio al barile. Valore di Break even budget 2020 (fonte: Blu Analyticsnews report)

 

I numeri sopra indicati ci fanno comprendere inoltre come le produzioni americane siano strategicamente più competitive. Nei fatti si può ipotizzare che i paesi che hanno una economia basata esclusivamente sul barile tradizionale come Iran, Libia, Venezuela dimostrino sofferenze economiche molto pesanti in tutti i settori della loro economia. Molti paesi hanno deciso di fermare gli investimenti e questo fatto ha prodotto conseguenze su tutte le aziende di filiera, fornitrici di componenti e sistemi. Il volume di invenduto e ora stock di petrolio, che nel frattempo viene continuamente estratto, è notevole, si ipotizza comunque con volumi sufficienti per soddisfare una repentina ripresa della domanda dopo il Covid-19. Una ripresa della domanda e dei prezzi del barile è prevista nei prossimi mesi, all’attenuarsi della pandemia. Molte aziende hanno in via cautelativa deciso di tenere on-hold gli investimenti in nuovi giacimenti ed in quelli in R&D, sia nel processo up stream quanto in quello down stream. La manutenzione programmata degli impianti e di “service” in questo periodo sono forti di una opportunità operativa unica, sia per la disponibilità di tempi di intervento sul processo produttivo, quanto al ricambio ed all’ “up grade” del processo con l’uso di nuovi componenti.

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